Nelle ultime settimane Napoli e diverse aree della Campania stanno affrontando un significativo aumento dei casi di epatite A, un’infezione virale del fegato spesso legata al consumo di alimenti contaminati. I dati più aggiornati parlano di 133 casi registrati dall’inizio dell’anno in Campania, con circa cinquanta persone ricoverate solo a Napoli, un numero che ha fatto scattare l’allarme sanitario regionale. Di fronte all’aggravarsi della situazione, il Comune di Napoli è intervenuto con un provvedimento straordinario: il sindaco Gaetano Manfredi ha firmato un’ordinanza urgente che vieta la somministrazione e il consumo di pesce e frutti di mare crudi in tutti gli esercizi pubblici, dai ristoranti alle pescherie. La misura, valida su tutto il territorio cittadino, punta a ridurre immediatamente il rischio di contagio, considerata la forte correlazione emersa tra diversi casi e il consumo di molluschi non adeguatamente trattati. Parallelamente, la Regione Campania ha intensificato i controlli lungo l’intera filiera ittica, dai banchi naturali fino ai punti vendita. L’obiettivo è individuare eventuali contaminazioni e bloccare tempestivamente la distribuzione di prodotti a rischio.
U.DI.CON ricorda che per ridurre al minimo il rischio di contrarre l’epatite A, basta rispettare alcune precauzioni semplici ma fondamentali, soprattutto in un contesto come quello attuale in Campania.
Il primo punto riguarda l’alimentazione: è essenziale evitare il consumo di molluschi crudi o poco cotti, in particolare cozze e vongole. Il virus dell’epatite A può sopravvivere in ambienti marini contaminati, ma viene inattivato con la cottura ad alte temperature. Per questo è consigliato mangiare solo frutti di mare ben cotti e acquistati da rivenditori autorizzati e controllati.
Altrettanto importante è l’igiene personale. Lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone prima di mangiare, dopo essere stati in bagno e dopo aver manipolato alimenti crudi è una delle misure più efficaci per prevenire l’infezione. Anche in cucina è bene evitare contaminazioni crociate, separando utensili e superfici usate per cibi crudi e cotti.
Bisogna inoltre prestare attenzione all’acqua e agli alimenti freschi: frutta e verdura vanno lavate con cura, soprattutto se consumate crude. In contesti a rischio, può essere utile anche disinfettarle con prodotti specifici.
Un altro strumento di prevenzione, spesso sottovalutato, è il vaccino contro l’epatite A. È raccomandato per chi vive in aree con focolai attivi, per chi lavora nel settore alimentare o sanitario e per le persone più esposte al rischio di contagio.
Infine, è importante seguire le indicazioni delle autorità sanitarie locali, come eventuali ordinanze o restrizioni temporanee sul consumo di determinati alimenti. In una fase di aumento dei casi, comportamenti prudenti possono fare la differenza nel contenere la diffusione del virus.
Gli esperti ribadiscono che il virus dell’epatite A può essere facilmente inattivato con la cottura: per questo raccomandano di consumare solo molluschi ben cotti, acquistare esclusivamente da rivenditori autorizzati e mantenere elevati standard igienici nella manipolazione degli alimenti.
“La situazione resta in evoluzione e sotto stretta osservazione – afferma Anna Della Mura presidente U.Di.Con Regione Campania – ci associamo all’appello corale delle autorità alla massima prudenza e alla responsabilità individuale”
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