Si tratta evidentemente di una ricostruzione di fantasia, dal momento che è certo che la chiesa non avesse ne’ una ripartizione dell’aula a tre navate ne’una facciata a salienti. Fu il doge  Francesco Foscari che nel 1423 volle fare dell'isola il presidio sanitario della Serenissima per l'isolamento e il ricovero dei malati di peste. E’ ben leggibile ad esempio il sistema che consentiva l'accesso all’isola. ⚜️ In occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, vi proponiamo il primo # podacast della Direzione regionale Musei Veneto. Questi edifici sono rappresentati come lunghi capannoni in muratura con un lato aperto perché destinati all’isolamento e spurgo delle merci come richiedeva il protocollo della contumacia. La Contumacia al Morer era destinata alla funzione di ricovero per gli appestati. Lo ricordiamo ora, in queste circostanze drammatiche per la pandemia che ci colpisce, per la sua opera lungimirante nei confronti di un'emergenza sanitaria che anche allora era di porta europea. Goppion Caffè rinnova la collaborazione con la Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ D’Oro di Venezia e con la Direzione Regionale Musei Veneto a sostegno dell’arte veneziana. Nella prima metà del Settecento il primo piano della Cavana sarà utilizzato per la contumacia delle merci. Bernardo Soranzo presente Regio Direttore, 1813 , ASVe, Magistrato alla Sanità Marittima, Lazzaretti, disegni, 1813, Vanzan Manocchi, b. Si nota come la vegetazione infestante abbia iniziato ad aggredire anche gli edifici, alcuni dei quali mostrano già gravi segni di degrado delle coperture. Si ha notizia di un importante intervento di restauro nel 1754, documentato in una epigrafe sulla piazza del Priorato, ed di un successivo del 1787, condotto da Tomaso Scalfuroto. per il contenimento dell’acqua alta nella seconda parte del Tezzone, quella ad est. Dell’originario chiostro conventuale verranno demoliti l’ala nord ed est, il cosiddetto Fondaco di Levante, oltre alla chiesa di Santa Maria di Nazareth col suo campanile. John Howard, Pianta del Lazzaretto Vecchio con funzioni, 1789 (fig. 15). Si notano alcuni edifici rimasti senza copertura (Tezetta, Crozzola, Catinazza e Tezza alla Manega), e altri che versano in avanzato stato di degrado (Contumacia del Morer). La mappa di Fra’ Paolino è la prima rappresentazione, pur se simbolica e molto schematica, di Venezia e di conseguenza anche dell’isola del Lazzaretto Vecchio, indicata ancora con il suo primo nome di Santa Maria di Nazareth (Sa Ma d’ na(zareth)o), in cui si riconoscono una chiesa e il suo campanile. 36/2006, © 2020 - 2021, Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. La domanda di riconoscimento può essere presentata dagli enti interessati entro il 31 dicembre 2019. Direzione Formazione e Istruzione; POR FSE 2014 - 2020; Regione del Veneto Giunta Regionale Palazzo Balbi - Dorsoduro, 3901 30123 Venezia Centralino: 041.2792111 PEC P. IVA: 02392630279 Nel 1794 l’edificio fu ricostruito su progetto degli ingegneri Giuseppe Ferro e Carlo Zola, con materiali di recupero provenienti dalla demolizione di un precedente edificio che si trovava nell'Isola del Lazzaretto Nuovo. 1, comma 1048, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 con il quale è stato aggiunto all'art. Francesco Zucchi, Teatro delle fabbriche più cospicue in prospettiva. Le Direzioni regionali Musei, uffici di livello di livello dirigenziale non generale, sono articolazioni periferiche della Direzione generale Musei. Risale al 1994 il primo intervento di restauro di tutto il sistema di copertura e della facciata sulla piazza, operato dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici di Venezia e Laguna. 3). Ancora oggi la sua immagine domina l'ingresso di Palazzo Ducale, dove è rappresentato in ginocchio davanti al leone di San Marco, al disopra  della Porta della Carta. Nel progetto di valorizzazione dell'isola, come previsto nel Masterplan redatto dalla Direzione regionale Musei del Veneto, verrà mantenuta la destinazione originaria a magazzini e locali tecnici al piano terra; mentre il primo piano ospiterà gli uffici di direzione del Museo con annesse sale riunioni. Struttura; Questa pianta prospettica della città di Venezia è opera di George Braun e fu redatta a Colonia nel 1575. L’interessante Pianta prospettica della città e delle lagune  proviene dal cosiddetto Isolario, testo pubblicato da Benedetto Bordone nel 1528 (BMV, Libro nel qual si ragiona di tutte le isole del mondo, cc.29 v-30r), opera geografica e di erudizione. Il  Generalato o Fondaco, a due piani con pianta a L, è ciò che rimane dell’originale chiostro conventuale annesso alla chiesa di S. Maria di Nazareth, primo edificio costruito sull’isola nel 1249, oggi non più esistente. L’anno di costruzione può essere individuata fra il 1423 e il 1478. L’immagine è tratta dal testo “Antica pianta dell'inclita città di Venezia: delineata circa la metà del XII  secolo, ed ora per la prima volta pubblicata, ed illustrata, dissertazione topografico-storico-critica”, scritto da Tommaso Temanza (Venezia 1705  ̶ 1789) nel 1780. Le informazioni e gli eventuali allegati contenuti nella presente pagina non assumono carattere di documentazione ufficiale. La rappresentazione degli edifici sopra descritti è importante perché dopo le demolizioni di parte di essi nella seconda metà dell’Ottocento consentono di ricreare un immagine del Lazzaretto Vecchio nel momento del suo massimo sviluppo edilizio. I lavori hanno interessato tutto il sistema a pettine di Teze e Maneghe e parte del Tezon Vecchio. I Marmi Torlonia. La Contumacia al Morer, che versa oggi in condizioni di degrado molto avanzate, manterrà in qualche modo la sua funzione originaria anche in futuro, dal momento che, secondo il Masterplan elaborato dalla Direzione regionale Musei del Veneto, dovrà ospitare una foresteria, con reception e tutti gli spazi di servizio necessari. La singolare vicenda ispirò la cultura romantica di primo Ottocento producendo il famoso dramma di Byron,The two Foscari, da cui Giuseppe Verdi trasse spunto per la sua opera lirica, I due Foscari, composta nel 1822 su libretto del mestrino Piave. 2 dicembre 2019, n. 169, in vigore dal 5 febbraio 2020. Benedetto Bordone, Pianta prospettica della città e delle lagune, 1528 (fig. Direzione regionale musei Molise Salita San Bartolomeo, 10 86100 Campobasso +39 0874 431352 - +39 0874 431333. drm-mol@beniculturali.it mbac-drm-mol@mailcert.beniculturali.it. Il primo cambio di destinazione d’uso arrivò nella seconda metà del ‘600 quando il Tezone passerà da luogo adibito a ricovero degli ammalati e sospetti contagiati a magazzino per la contumacia delle merci. 14). Lo spazio sottostante invece era adibito a ricovero dell’imbarcazione del Priore ed anche all’espurgo delle spugne e delle cere. Si riconosce la chiesa col suo campanile e alcuni edifici che pur nella loro schematicità alludono all’uso come lazzaretto dal momento che sono rappresentati con molti camini che, all’epoca, erano funzionali alla fumigazione delle mercanzie e degli oggetti. E’ una copia, incisa dallo stesso Temanza, di un manoscritto su pergamena di Fra’ Paolino Minorita del 1346, conservato alla Biblioteca Nazionale Marciana (Chronologia Magna ab origine mundi). Coordinamento scientifico della Conferenza Regionale dei Musei del Veneto: Aurora Di Mauro – P.O. Collezionare capolavori, Viaggio tra i gioielli. La sede della Direzione regionale Musei Veneto è in piazza San Marco, cuore di Venezia. Si tratta della prima pianta che documenta l’assetto definitivo e completo degli edifici del Lazzaretto, quando assunse la funzione principale di contumacia delle merci, assetto che rimarrà sostanzialmente immutato fino alla seconda metà dell’Ottocento. Direzione Regionale Musei Calabria Via Gian Vincenzo Gravina - 87100 Cosenza (CS) Direttore: Avocazione del Direttore generale Musei, decreto di delega di funzioni al Dott. Durante il periodo in cui l’isola fu presidio militare (1852-1967), quasi tutti gli edifici subirono interventi e rimaneggiamenti per consentire l’adattamento alle nuove funzioni. Al primo piano ospiterà una foresteria. Durante questi anni l’isola fu occupata abusivamente da un canile e infatti sono ben visibili le recinzioni create per accogliere i cani poste lungo il muro di cinta a nord dell’isola. Ufficio Musei, Direzione Beni Culturali – Re gione del Veneto e-mail musei@regione.veneto.it Coordinamento organizzativo: Loretta Paro, Fondazione Mazzotti , e-mail eventi@fondazionemazzotti.org Una lunetta decorata da un elemento in ferro e posta sul prospetto ovest della Crozzola ricorda la data 1886, anno in cui avvenne una parziale ricostruzione dell’edificio. A tal fine, il direttore regionale riunisce periodicamente in conferenza, con cadenza almeno mensile, anche in via telematica, i direttori dei Musei di cui all’articolo 43, insistenti nella regione, ivi inclusi quelli di livello dirigenziale di cui all’articolo 33, comma 3. Il canale Youtube della Direzione regionale Musei del Veneto L’immagine, pur nella sua schematicità, mette in evidenza l’accesso principale all’isola caratterizzato da un lungo pontile, sul lato ovest, e una successione di camini che simboleggiano uno dei principali metodi di disinfestazione degli oggetti e delle merci per mezzo della fumigazione. Ignazio Danti, Pianta prospettica della città di Venezia,1581 (fig. Sono chiaramente riconoscibili il Priorato con il Belvedere, l’edificio del Bailato (ex-convento), la chiesa con il campanile, la Tezetta addossata alla chiesa, la Tezetta ai Morti con la casa dei bastazi (facchini e becchini). E’ ben visibile il consistente intervento di restauro operato nella zona orientale dell'isola dal Magistrato alle Acque, oggi Provveditorato interregionale alle Opere Pubbliche, fra il 2004 e il 2008. Sebbene molto schematica, vi si possono riconoscere la Chiesa dell’originario insediamento degli Eremitani col suo campanile e alcuni degli edifici destinati a ospedale per gli appestati. I camini, com’è noto, simboleggiano uno dei principali metodi  di disinfestazione degli oggetti e delle merci allora in voga, noto come fumigazione. Veneto Ad eccezione delle regioni a statuto speciale Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige e Sicilia che gestiscono e coordinano musei, aree e parchi archeologici e monumenti del proprio territorio. Direzione regionale musei Molise Salita San Bartolomeo, 10 86100 Campobasso +39 0874 431352 - +39 0874 431333. drm-mol@beniculturali.it mbac-drm-mol@mailcert.beniculturali.it. Appare poi l’edificio a ponte della Cavana, il Tezon Vecchio e la Tezzetta al Pozzo che si conclude al centro dell’immagine con uno di quei caratteristici edifici a torretta chiamato Tabina, ossia la casa destinata ai bastazi, i facchini addetti alla movimentazione e al controllo dell’espurgo delle merci. A partire dal 2019 il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche ha iniziato un lungo intervento di restauro e recupero funzionale degli edifici Crozzola, Catinazza e Tezza alla Manega, in conformità a quanto la Direzione Regionale Musei ha previsto per questa zona dell’isola. La pianta dell'isola di Lazzaretto Vecchio elaborata dall’Ingegner Vanzan Manocchi costituisce il primo vero rilievo tecnico dell’isola e dei suoi edifici e risale al 1813, anche se l’autore dichiara di aver utilizzato come modello la pianta del Perito Cornello del 1597, che purtroppo non ci è pervenuta. Nel 1633-34, terminata l’ultima grande epidemia di peste, il Tezon Vecchio fu oggetto di un generale restauro. Secondo il Masterplan infatti i tre edifici ospiteranno una sala congressi con servizi e locali tecnici e annessi e un bar ristorante con annessa sala. Questa pianta fu pubblicata nel testo Ragguaglio sui più importanti lazzaretti d'Europa dell’inglese John Howard nel 1789, dopo un suo viaggio in Italia. Il Lazzaretto Vecchio, 1740 (fig. Francesco Foscari nasce a Venezia nel 1375 da una ricca famiglia dedita alla mercatura, ma alle attività mercantili preferisce l'esercizio della diplomazia, dote che lo porta presto a soddisfare le proprie ambizioni politiche. Ravenna 1921: il Secentenario della morte di Dante, La Villa Adriana a Tivoli – Storia, scavi, restauri, tutela, Il libro della settimana - Abbecedario sonoro, Il libro della settimana - Infermieri pavesi oltre la paura. La Direzione regionale Musei Veneto ha il compito di assicurare il servizio pubblico di fruizione e di valorizzazione degli istituti e dei luoghi di cultura statali. Le Direzioni regionali Musei, uffici di livello di livello dirigenziale non generale, sono articolazioni periferiche della Direzione generale Musei. Infine fra il 2004 e il 2008 il Magistrato alle Acque (oggi Provveditorato interregionale alle opere Pubbliche) si è occupato di diversi interventi strutturali e di consolidamento, riguardanti le mura perimetrali di fondazione lungo il canale, il sistema di copertura e la realizzazione di una vasca in c.a. San Marco 63 Si passa dalla cartografia storica del XV- XVII secolo, conservata all'Archivio di Stato di Venezia, con una visione a volte fantasiosa secondo i canoni del tempo alle mappe più rigorose che documentano i primi rilievi effettuati nel XIX  secolo, per finire alle immagini fotografiche che mostrano il crescente degrado che ha colpito l'isola nella seconda metà del '900 fino alle attività di messa in sicurezza e restauro del 2000. Si trattava di lunghe tettoie aperte verso sud, sostenute da pilastri e chiuse sul lato nord da muratura continua. Oggi invece, a seguito delle trasformazioni ottocentesche, gli edifici appaiono chiusi su entrambi i lati. In tale periodo l'isola venne destinata a presidio militare, e per adeguarla alla nuova funzione furono intraprese importanti trasformazioni e demolizioni. Nel 1700 l’edificio subì ripetuti e parziali interventi di restauro: risale al 1787 il progetto redatto dal proto Tomaso Scalfuroto che per motivi pratici legati al carico delle navi, decise di dividerne in due la superficie. Direzione regionale Musei Veneto - Sede amministrativa | Segretariato regionale del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo per il Veneto Direzione regionale Musei Veneto - Sede amministrativa A tale proposito è di estremo interesse notare che sul lato est del Lazzaretto si trovavano ben cinque pontili, che consentivano l’accesso al sistema di Tezoni a L nel quale venivano isolati i carichi di più navi contemporaneamente. A partire da sinistra sono ben riconoscibili il casello da polvere sull’isola dell’Ortaglia, la cui copertura in piombo appare degradata, come del resto quella del secondo casello da polvere, riconoscibile sulla destra, più in primo piano. 30124 Venezia Gli occhi e la mente, id... Sede centrale MiBACT Via del Collegio Romano, 27 00186 Roma, I dati personali pubblicati sono riutilizzabili solo alle condizioni previste dalla direttiva comunitaria 2003/98/CE e dal d.lgs. Il caratteristico edificio a ponte di pianta quasi quadrata denominato Cavana fu costruito nel 1586, quando l’isola era destinato a Lazzaretto da oltre un secolo. Struttura; Questa interessante documentazione grafica rappresenta lo stato dell’isola fra gli anni ‘60 e ‘70 dell’800, quando cioè la maggior parte delle demolizioni erano compiute, tranne il campanile medioevale dell’antica chiesa di Santa Maria di Nazareth. Il primo piano sopra la Cavana cinquecentesca conteneva ‘camere e cucina, terazi attorno, portelo e scala di accesso’ dunque era utilizzata come sorta di corpo di guardia per l’accesso al Lazzaretto dal lato sud dell’isola. Entrambi gli edifici sono al momento privi di copertura e le pareti interne della Crozzola presentano lacerti di intonaco con interessanti scritture parietali. Considerata la posizione dell’edificio, il Masterplan redatto dalla Direzione regionale Musei del Veneto prevede di utilizzarlo come sala regia (o control room) per il controllo da remoto di tutta l’isola e come sede degli uffici di Archeoclub Italia, sede di Venezia. La visita virtuale di Lazzaretto Vecchio inizia con il racconto di alcuni edifici. Un'isola della laguna di Venezia, allora Santa Maria di Nazareth, poi Lazzaretto Vecchio, venne organizzata in modo tale da essere un esempio per tutta Europa. La sua sepoltura monumentale campeggia nel presbiterio della Basilica dei Frari. Fra il 1852 e il 1967 il Lazzaretto Vecchio divenne presidio militare e l’edificio subì modesti interventi e rimaneggiamenti come deposito di polveri da sparo. Ecomusei del Veneto. Non si conosce l’anno esatto della prima costruzione del Tezone, anche se si può senz’altro affermare che l'edificio esisteva già nel 1552, anno in cui compare in una delle più antiche rappresentazioni prospettiche del Lazzaretto Vecchio. Il termine Crozzola deriva dal impianto planimetrico dell'edifico a forma di T ( a croce, appunto) con l’attigua Tezza alla Manega. 63 L.342/2000 il comma 1bis. George Braun, Pianta prospettica della città di Venezia, 1575 (fig. Il rilievo planimetrico contiene informazioni non solo sulla precisa nomenclatura di ogni singolo edificio, ma anche sull’importante sistema dei recinti d’isolamento presenti sull’isola. La torrefazione trevigiana ha siglato nuovamente la concessione per l’utilizzo di due opere del vedutista veneziano Francesco Guardi nelle confezioni di Dolce Goppion Caffè rinnova la collaborazione con la Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ D’Oro di Venezia e con la Direzione Regionale Musei Veneto a sostegno dell’arte veneziana. La concessione prevede l’utilizzo da parte della torrefazione di due quadri di Francesco Guardi, pittore vedutista vissuto a Venezia nel Settecento, nelle confezioni di Dolce, miscela storica di Goppion. Improve and monitor your website's search engine rankings with our supercharged SEO tools. Il nome Generalato (o Priorato o Bailato) risale proprio a questa fase storica, in quanto l’edificio ospitava le camere riservate ai Baili provenienti da Costantinopoli, ai Provveditori Generali e ai Rettori che rientravano dal Levante. Struttura; L’edificio mantenne questa funzione fino alla metà dell’800, quando l’isola divenne Presidio Militare. Risale al 1730 la prima documentata ristrutturazione della Crozzola, alla quale seguì un nuovo restauro nel 1761. Tel. Questo assicurava a tutto il settore orientale dell’isola il funzionamento della contumacia delle merci secondo precise regole di funzionalità e razionalità. 9), Antonio Visentini, Isolario Veneto. Tavola XII, Isola del Lazzaretto Vecchio, 1777 (fig. Per le attività di gestione dell'IRAP, la Regione si avvale, in virtù di Convenzioni stipulate annualmente, del supporto dell'Agenzia delle Entrate (Direzione Regionale del Veneto). Quest’immagine prospettica raffigura l'isola di Lazzaretto Vecchio ripresa da sud est, punto di vista differente rispetto ad altre vedute più note dell’isola, che testimonia con grande precisione lo stato di degrado degli edifici in essa rappresentati. Considerata la posizione dell’edificio, il Masterplan redatto dalla Direzione regionale Musei del Veneto prevede di utilizzarlo come sala regia (o control room) per il controllo da remoto di tutta l’isola e come sede degli uffici di Archeoclub Italia, sede di Venezia. Si tratta di una documentazione preziosa per impostare il lavoro dei tecnici Mibact e del Provveditorato Interregionale Opere Pubbliche che stanno interagendo per garantire il futuro dell'isola, come luogo della cultura fruibile al pubblico. Durante tale periodo il complesso edilizio di Lazzaretto Vecchio fu oggetto di ingenti trasformazioni e demolizioni. La Direzione regionale Musei Umbria gestisce e coordina musei, aree e parchi archeologici, monumenti e palazzi storici di proprietà statale. Risale al 1998 la messa in sicurezza della copertura effettuata dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici di Venezia e Laguna. A partire dal 1852 e fino al 1967 l’isola del Lazzaretto Vecchio diviene Presidio Militare. Ottenuta la carica di doge la mantenne per 35 anni, quando, vittima di una cospirazione che colpì il suo unico successore rimasto, il figlio Jacopo, ormai ultra ottantenne fu destituito dal suo ruolo. La Crozzola e la Catinazza (foto 9 e foto 10). Risale al 1423 il primo cambiamento di funzione, anno in cui con il Decreto di Istituzione del Lazzaretto, l’edificio da convento diviene Ospedale. Si tratta di una pianta che rappresenta la città, orientata ad est verso l'alto, nella quale sono simbolicamente raffigurate le chiese indicate con i rispettivi toponimi. Direzione Regionale Musei Lazio. Direzione regionale Musei Puglia via Pier l'Eremita, 25/B 70122 Bari +39 080 5285231. drm-pug@beniculturali.it mbac-drm-pug@mailcert.beniculturali.it. +39 041 296 76 11 drm-ven.educazione@beniculturali.it Orari di apertura: AVVISO: Il Museo resterà chiuso al pubblico fino al 15 gennaio 2021 (Dpcm 3/12/2020). L’isola del Lazzaretto Vecchio appare qui composta da due nuclei edilizi; uno, sulla destra, rappresenta il nucleo conventuale originario con la chiesa e il suo campanile, e l’altro sulla sinistra rappresenta un grande edificio a quadrilatero con camini, destinato ad ospitare l’ospedale per gli appestati. 1-bis. Questo viaggio attraverso il tempo farà conoscere il contesto storico-monumentale dell'isola dal XII-XIV secolo fino al 2017. 2). Escludendo le mappe catastali, che forniscono informazioni più generiche, è una delle rare piante elaborate durante il periodo in cui l’isola fu un presidio militare, dal 1852 al 1967. Ci mostra inoltre la pianta dettagliata di alcuni edifici non più esistenti come la Chiesa col suo Campanile, le Casette Rosse, il Parlatorio e i due Caselli da polvere. Si ha notizie di restauri nella seconda metà del 1600 e poi nel 1754.

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