[26], Politicamente si definì "comunista" e ha votato abitualmente per il Partito Comunista Italiano, al quale non era iscritto;[27] dopo lo scioglimento del PCI nel 1991, si accostò al centro-sinistra,[28][29] anche se in seguito si dichiarò deluso dall'esperienza de L'Ulivo.[27]. Travolgente e commovente, la sua voce ha retto il paragone con l’originale della versione americana, in cui era Robin Williams a parlare. Gigi Proietti, Gigi Proietti, la «moglie» Sagitta Alter e le figlie Susanna e Carlotta: «Il mio traguardo più bello», Sagitta Alter, moglie mai sposata di Gigi Proietti. Appare in un cameo nella scena finale di Indovina chi viene a Natale? Appassionato di musica sin da bambino, suona la chitarra, il pianoforte, la fisarmonica e il contrabbasso, e nel tempo libero inizia a esibirsi come cantante nelle feste studentesche, nei bar all'aperto, e, più avanti, nei night-club più celebri della capitale. diretto da Fausto Brizzi. L'opera scelta, "Edmund Kean" di Raymund FitzSimons, rievoca la vita e i successi dell'omonimo attore inglese shakespeariano definito "genio e sregolatezza" da Alexandre Dumas[14]. Come regista televisivo debutta nel 1990 con una delle prime sitcom italiane, Villa Arzilla, basato sulle vicende di un gruppo di anziani pensionanti in una casa di riposo, dove appare in brevi cameo come giardiniere della villa, riunendo alcuni grandi attori e attrici del passato come Giustino Durano, Fiorenzo Fiorentini, Ernesto Calindri, Marisa Merlini e Caterina Boratto. Uomini e Donne; Il Segreto; Gossip; All posts tagged "genio della lampada" Approfondimenti 1 mese ago. Rivedi “Due parole, quattro risate”, Edmund Kean : Globe Theatre Roma – sito ufficiale, Proietti, imbroglione in tv: rischiai l'arresto per truffa, Ecco come Gigi Proietti rende omaggio a Shakespeare, Gigi Proietti ritorna in tv con i suoi "Cavalli di battaglia": "Una festa per la mia carriera", "Ulisse", seconda puntata: Alberto Angela alla scoperta di Cleopatra. [23] Dal 1967 convivono fino alla sua morte. Verso la fine degli anni 1990 Proietti interpreta un altro personaggio creato da Toscano e Marotta, L'avvocato Porta, in due stagioni dirette da Franco Giraldi per Canale 5, ma con minor successo. È notevole il suo pirotecnico doppiaggio del personaggio del Genio della lampada nel film Aladdin (1992), prodotto dalla Walt Disney Pictures, che ripeterà anche nei due sequel distribuiti soltanto in home video, Il ritorno di Jafar e Aladdin e il re dei ladri, e in due videogiochi ispirati al film, La sfida per Agrabah e La bottega dei giochi di Aladdin. Gigi, in fin dei conti, era l'attore di tutti. Otto anni più tardi si autodirige nel film Un nero per casa (1998) interpretando la parte principale di un architetto. Per altri è stato l’ultimo sketch di un comico che non ha mai smesso di far ridere e sorprendere. Nel 1981 rientra in televisione con lo sceneggiato Fregoli diretto da Paolo Cavara, ispirato alla vita del grande trasformista Leopoldo Fregoli e suo ennesimo tour de force, nel quale riveste i panni di ben 75 personaggi, oltre a comporre e cantare la sigla di chiusura, Prima de pija' sonno. In televisione esordisce nello sceneggiato I grandi camaleonti (1964), diretto da Edmo Fenoglio. Nel 2007 lascia la direzione artistica del Teatro Brancaccio, per assumere quella del GranTeatro sempre a Roma. Gigi Proietti ha saputo unire l’alto e il basso, i raffinato e il popolare incarnando al meglio l’espressione di artista completo. La serie, partita in sordina su Rai 2, conquista i favori del pubblico fino a superare agevolmente i dieci milioni di telespettatori a sera e a fare seria concorrenza a trasmissioni ampiamente collaudate come il Festival di Sanremo; l'ultima puntata del 12 marzo 1996 registrò il record di quasi 16 milioni di spettatori permettendogli di vincere il Premio TV come personaggio maschile dell'anno. Nel 2005 dirige Pino Quartullo e Sandra Collodel in Quella del piano di sopra, commedia brillante di Pierre Chesnot, replicata nelle stagioni successive, ottenendo un notevole successo accanto a Sabrina Ferilli e Maurizio Micheli nella versione moderna nel classico di Hennequin e Veber La presidentessa (già interpretato nel 1968 per la regia di Franco Enriquez), portato più volte in tournée. Nel 2012 compare come guest-star in un episodio della fiction I Cesaroni, per poi tornare in TV nel 2013 come interprete della fiction in due puntate L'ultimo papa re su Rai 1, diretta da Luca Manfredi. Anzi, agli inizi della mia carriera lo facevo proprio come prima attività: sono stato la voce italiana del primo capitolo di Rocky e il genio della lampada in Aladdin ma, secondo me, il doppiaggio più bello è stato quello in Lenny di Bob Fosse, dove ho prestato la mia voce a Dustin Hoffman. Di questo periodo Proietti ricorda che: «Come diceva Gassman ai giovani attori, ho insegnato loro tutti i miei difetti. Si cimenta con successo anche nel campo del doppiaggio, dove inizia nel 1964 prestando la voce al Gatto Silvestro dei cartoon della Warner Bros., quindi a celebri divi del grande schermo come Robert De Niro, Sylvester Stallone, Richard Burton, Richard Harris, Dustin Hoffman, Charlton Heston e Marlon Brando, nonché per George Segal in Tenderly di Franco Brusati e persino a Michel Piccoli nel Diabolik di Mario Bava. Purtroppo però, a causa di varie complicazioni, Gigi non ce l’ha fatta. © FILM 4 LIFE Powered by GLIM di Simone Bracci | Registro Stampa Tribunale di Roma n. 233/2011 del 26/07/2011 | Website by ProfessioneDesign, "Drama is life with the dull bits cut out", Marion Ramsey, chi era l’agente Hooks di Scuola di Polizia, Bridgerton, la serie natalizia di Netflix, […] Febbraio 2016 – filmforlife.org – Cortinametraggio 2016 conclusa la selezione […], Il presente sito web utilizza cookies per migliorare i propri servizi e la navigazione dei suoi utenti. Ancora oggi A me gli occhi, please, anche per i suoi risvolti in parte drammatici, è riconosciuta una delle prove teatrali più riuscite e uniche di sempre. Difficile spiegare in termini contemporanei chi o cosa fossero i Jinn. Dalla presentazione del libro in seconda di copertina. Riscuoterà maggiore fortuna come protagonista degli one-man show Io a modo mio (1986) e Di che vizio sei? Alla fine del 2013 Proietti esordisce nella scrittura, pubblicando un'autobiografia intitolata Tutto sommato qualcosa mi ricordo. Nel 1992 inizia a ottenere un consistente successo con le serie di telefilm Un figlio a metà, bissato dal seguito Un figlio a metà - Un anno dopo (1994), diretti da Giorgio Capitani, dove interpreta il ruolo di un doppiatore cinematografico (che esercita anche nella realtà e con successo), quindi sempre diretto da Capitani nella sitcom Italian Restaurant (1994) con Nancy Brilli in cui è il proprietario di un ristorante italiano a New York (nella realtà Proietti, per breve tempo, ha effettivamente gestito un ristorante). Era cardiopatico grave», La carriera di Gigi Proietti, dal Tufello al successo, Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana Proietti Sig. Gigi Proietti è morto: se ne va il 2 novembre, giorno dei morti, giorno del suo compleanno.Attore, comico, doppiatore, conduttore, regista, cantante: un artista completo da celebrare e ricordare per sempre. Nel 2014 torna nelle sale con il film di Natale Ma tu di che segno 6? [12] Il colossale successo impone ai due autori, ai registi (al veterano e collaudato Capitani si alternano Lodovico Gasparini, José María Sánchez e Fabio Jephcott) e al protagonista la realizzazione di ben cinque stagioni, realizzate tra il 1998 e il 2005, e della miniserie conclusiva Il maresciallo Rocca e l'amico d'infanzia nel 2008, tutte su Rai 1. (Operazione Re Mida), Dramma della gelosia - Tutti i particolari in cronaca, Nastro d'argento al miglior doppiaggio maschile, Nastro d'argento al migliore attore protagonista, Festival Nazionale dei doppiatori-Voci e Volti del cinema, Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana, Grande Ufficiale Ordine al merito della Repubblica Italiana, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Gigi_Proietti&oldid=117914762, Conduttori televisivi italiani del XX secolo, Conduttori televisivi italiani del XXI secolo, Conduttori televisivi di Canale 5 degli anni 2000, Conduttori televisivi di Rai 1 degli anni 1970, Conduttori televisivi di Rai 1 degli anni 1980, Conduttori televisivi di Rai 1 degli anni 1990, Conduttori televisivi di Rai 1 degli anni 2010, Conduttori televisivi di Rai 2 degli anni 1970, Conduttori televisivi di Rai 2 degli anni 1980, Conduttori televisivi di Rai 2 degli anni 1990, Nastri d'argento al migliore attore protagonista, Studenti della Sapienza - Università di Roma, P4481 multipla letta da Wikidata senza qualificatore, Voci con template Collegamenti esterni e molti collegamenti, Voci biografiche con codici di controllo di autoritÃ, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, «Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri», «Di iniziativa del Presidente della Repubblica», Studi de Paolis di via Tiburtina (2012, 2015-2016). Dal 1968 ottiene ruoli da protagonista in diversi spettacoli messi in scena dal Teatro Stabile dell'Aquila, tra cui Il dio Kurt di Alberto Moravia e Operetta di Witold Gombrowicz. Il 2 aprile 2010 esce nelle sale La vita è una cosa meravigliosa nuovamente diretto da Carlo Vanzina, affiancato da Vincenzo Salemme, Enrico Brignano, Nancy Brilli e Luisa Ranieri. “Cavallaro” incallito e Maresciallo dei Carabinieri. Ha avuto anche esperienze come cantante, facendo parte del gruppo musicale Trio Melody, insieme a Stefano Palatresi e Peppino di Capri, oltre che come poeta e scrittore. A tal proposito, Proietti diceva scherzando: «Siamo antichi concubini». "Con la fine terrena di Gigi Proietti, nato e morto il 2 novembre, unico anche in questo, se ne va un pezzo della genialità della cultura italiana, del teatro in particolare. Indimenticabile uomo di teatro e cinema, è stato anche doppiatore. [10] Nello stesso momento decide di lasciare definitivamente la facoltà di Giurisprudenza, e inizia a frequentare il corso di mimica del Centro Universitario Teatrale tenuto da Giancarlo Cobelli, il quale nota subito le sue qualità di musicista e lo scrittura per uno spettacolo d'avanguardia da lui diretto, Can Can degli italiani (1963), composto da famosi scrittori quali Ercole Patti e Luigi Malerba, dove mette in musica un aforisma di Ennio Flaiano, Oh come è bello sentirsi.... A partire dal 1964 ricopre ruoli di contorno sul palcoscenico con il Gruppo Sperimentale 101 sotto la direzione di Antonio Calenda, dallo stesso Cobelli e anche con Andrea Camilleri, non ancora diventato celebre come scrittore. Gigi Proietti, uno dei più grandi attori romani del teatro, del cinema e della tv si è spento oggi nel giorno del suo ottantesimo compleanno.. L’attore, stando a quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, era ricoverato già da quindici giorni in una clinica per problemi cardiaci.Le condizioni si sono aggravate ieri sera e oggi ci ha lasciati per sempre. L’attore, autore e comico romano si è spento nel giorno dei suoi 80 anni dopo una corsa all’ospedale per complicazioni cardiache. All'alba del 2 novembre 2020, giorno del suo 80º compleanno, muore a seguito di un arresto cardiaco nella clinica romana "Villa Margherita", dove era ricoverato dal 17 ottobre a seguito di un aggravamento delle sue condizioni di salute dovute a una grave cardiopatia[31][32][33]. Ma la consacrazione cinematografica arriva nel 1976 con il ruolo dello sfortunato indossatore Bruno Fioretti, detto Mandrake, che inventa qualsiasi stratagemma per poter giocare ai cavalli in società con alcuni suoi amici perdendo regolarmente, nella commedia di Steno Febbre da cavallo. Genio della Lampada e pugile italoamericano di Filadelfia. (Gigi Proietti doppia il Genio della Lampada nel film d'animazione Aladdin, nel 1992) Gigi Proietti ... e persino a Michel Piccoli nel Diabolik di Mario Bava. Passa con notevole disinvoltura dalla commedia al ruolo impegnato, dal dramma erotico al film grottesco, quindi partecipa a film di Mauro Bolognini, Mario Monicelli, Elio Petri e Luigi Magni, ma forse soltanto Alberto Lattuada gli offre un ruolo compiuto sul versante drammatico nel film Le farò da padre (1974). Gli esami non finivano mai» commenterà. Noto per le sue doti di affabulatore e trasformista, è considerato uno dei massimi esponenti della storia del teatro italiano; nel 1963 grazie a Giancarlo Cobelli esordì nel Can Can degli italiani,[2] per poi interpretare senza sosta numerosi spettacoli teatrali sino a A me gli occhi, please, del 1976, esempio di teatro-grafia che segnò uno spartiacque nel modo di intendere il teatro, e al quale seguiranno numerosissime repliche anche con nuove versioni nel 1993, nel 1996, e nel 2000, attraversando i più importanti teatri italiani. [10] La collaborazione tra Proietti e Roberto Lerici si può ben paragonare a quella, altrettanto proficua, tra Giorgio Gaber e Sandro Luporini per il teatro canzone. Nel 2004 ha portato in tour lo spettacolo Serata d'Onore, premiato il 20 agosto all'Arena di Catanzaro con il Riccio d'Argento come migliore spettacolo dell'anno nella rassegna Fatti di Musica. - Cioè: "...che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene? Alla radio incontra un notevole successo nella trasmissione Gran varietà, dove partecipa tre volte: nella primavera del 1973 interpreta il personaggio di Avogadro il ladro; nell'estate del 1975 è un irresistibile conquistatore femminile che a parole è infallibile, e alla prova dei fatti accumula continui disastri; e nell'autunno del 1978 interpreta il personaggio del Mago della Garbatella e canta inoltre la sigla di chiusura della trasmissione, Me vie' da piagne. Luigi «Gigi» Proietti era poliedrico come i suoi personaggi, un talento puro come Leopoldo Fregoli, il trasformista cui aveva dedicato uno sceneggiato nel 1981, o come il genio della lampada di Aladino a cui aveva prestato la voce nel cartoon Disney. Il 30 settembre 2013, durante una cerimonia a Palazzo dei Priori, gli fu conferita, dall'allora sindaco Leonardo Michelini, la cittadinanza onoraria della città di Viterbo, con la seguente motivazione: "Considerato l'enorme successo di pubblico ottenuto dalla serie televisiva Il maresciallo Rocca, nella quale Gigi Proietti, fin dal 1996, interpreta il ruolo di Giovanni Rocca, maresciallo, comandante della stazione dei carabinieri di Viterbo". «Un esibizionista allegro» si definiva lui, esuberante e … Compare in diversi spot pubblicitari, dal 2002 al 2005 è testimonial del caffè Kimbo con l'agenzia Diaframma di Firenze e il fotografo Gaetano Mansi[20]. Il suo primo ruolo lo recita all'aperto, travestito da upupa, nella rappresentazione di Gli uccelli di Aristofane (1964) diretto da Giuseppe Di Martino. Gli inizi della carriera. Nel 2016 l'attore debutta come attore al teatro Globe Theatre, da lui fondato nel 2003, portando in scena lo spettacolo "Omaggio a Shakespeare". Si tratta di una raccolta di racconti, aneddoti e componimenti in versi de-camerino, ossia nati nel camerino, nel dietro le quinte del teatro. Tuttavia il suo lavoro più celebre resta forse quello del primo Rocky del 1976, in cui doppiò un esordiente Sylvester Stallone. - Cioè: "...che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?" Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta l'11 gen 2021 alle 17:50. Gigi Proietti è deceduto all’alba del 2 novembre 2020, giorno del suo 80° compleanno, a seguito di un arresto cardiaco che lo aveva colto il giorno precedente nella clinica romana. Un altro suo doppiaggio è quello dei personaggi dei due draghi siamesi Devon e Cornelius nel film d'animazione La spada magica - Alla ricerca di Camelot, dove li doppia con due toni di voce diversi. Famoso il suo “Adriaaaanaaa”, che ha reso celebre la prima pellicola della saga di Rocky in cui prestava la voce a Sylvester Stallone; ha doppiato anche molti altri grandi nomi hollywoodiani, tra i quali Dustin Hoffman in Lenny e Robert De Niro in Mean Streets, Gli ultimi fuochi e Casinò, fino a Ian McKellen nella trilogia dello Hobbit. Gigi Proietti per il mondo artistico è stato tanto. Gigi Proietti, all'anagrafe Luigi Proietti (Roma, 2 novembre 1940 – Roma, 2 novembre 2020), è stato un attore, comico, doppiatore, cabarettista, conduttore televisivo, regista, cantante e direttore artistico italiano.. Faceva parte di quella cerchia di artisti di formazione teatrale, campo nel quale ha mietuto notevole successo sin dagli inizi degli anni sessanta. Nel 1996 arriva il successo della serie televisiva Il maresciallo Rocca, creato dalla coppia di scrittori Laura Toscano e Franco Marotta e ancora diretto da Capitani, nella quale l'attore romano interpreta il ruolo di Giovanni Rocca, vedovo con tre figli, maresciallo comandante della stazione dei Carabinieri di Viterbo, che tra un caso e l'altro si innamora di una deliziosa farmacista, interpretata da Stefania Sandrelli. Nel 1978 assume, insieme a Sandro Merli, la direzione artistica del Teatro Brancaccio di Roma, creando un suo Laboratorio di Esercitazioni Sceniche per i giovani attori (la stessa cosa farà Vittorio Gassman con la sua Bottega Teatrale di Firenze), portando in scena con i suoi allievi durante gli anni '80 numerosi spettacoli assai apprezzati. Infatti in questa occasione la sua voce è andata al Sultano, padre di Jasmine. Travolgente e commovente, la sua voce ha retto il paragone con l’originale della versione americana, in cui era Robin Williams a parlare. Sono tanti i momenti, con una carriera lunga 60 anni, in cui Gigi Proietti ha lasciato un’impronta indelebile nello star system italiano: ricordarlo in 10 scene non è semplice. [17], Dal settembre 2018 è narratore/ospite in Ulisse - Il piacere della scoperta, programma documentaristico di Rai 1.[18][19]. La fiction riscuote un buon successo di pubblico, portando alla produzione di una seconda stagione, trasmessa nel 2016, anch'essa favorevolmente accolta, nonché di una terza (6 puntate) nell'autunno 2018. Certo è, però, che ricordiamo Gigi Proietti per averci fatto amare un altro indimenticabile personaggio d’animazione, cioè il Genio della lampada del film Disney Aladdin. Il mondo dello spettacolo, oggi, lo piange: è mancato nella notte, infatti, Gigi Proietti, che proprio il 2 novembre avrebbe compiuto 80 anni.Attore, regista, doppiatore, presentatore, comico: era … Nel 2010 Proietti interpreta San Filippo Neri nella fiction TV dal titolo Preferisco il Paradiso, prodotta da Lux Vide e trasmessa su Rai 1 con ottimi riscontri d'ascolto. Tinto Brass è il primo regista a valorizzarlo con un ruolo da protagonista nel suo film L'urlo del 1968, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes. di Renzo Arbore nel 1983 o in Mi faccia causa del 1985, nuovamente diretto da Steno. Effetti speciali e nel cast Will Smith, ad assumere il ruolo del genio della lampada. Sempre in TV partecipa in qualità di giudice al talent di Rai 1 La pista condotto da Flavio Insinna, ricoprendo poi lo stesso ruolo l'anno successivo nella quinta edizione di Tale e quale show condotto da Carlo Conti, e affiancato da Loretta Goggi e Claudio Lippi. Oltre 25 anni fa, nel 1992, prestò la sua inconfondibile voce al A teatro non c'ero mai stato e poi non ero figlio di attori». Nella luminosa carriera di Gigi Proietti, in grado di spaziare su tutto e con tutti i registri, c'è stata anche una fiorente attività di doppiatore.La generazione di trentenni ricorderà certamente la sua voce in Aladdin: Gigi Proietti è stato infatti il Genio della Lampada nel film d'animazione del 1992 e nei sequel e spin-off successivi: "Il ritorno di Jafar" e "Aladdin e il re dei ladri". In particolare questa particolare gavetta segnerà l'esordio di tanti futuri e apprezzati volti del mondo dello spettacolo: tra questi ci furono Giorgio Tirabassi, Pino Quartullo, Gianfranco Jannuzzo, Massimo Wertmüller, Paola Tiziana Cruciani, Rodolfo Laganà, Patrizia Loreti, Silvio Vannucci, Francesca Reggiani, Stefano Ambrogi, Francesca Nunzi, Flavio Insinna, Chiara Noschese, Enrico Brignano, Nadia Rinaldi, Gabriele Cirilli, Edoardo Leo e Sveva Altieri. Proprio durante le sedute di registrazione di questa canzone, incontra un giovane di Poggio Bustone, che in quel brano suona la chitarra, musicista sotto contratto con la casa discografica Ricordi e destinato alla grande notorietà, Lucio Battisti. Come si può dimenticare il genio della lampada doppiato dal grande Gigi Proietti in Aladin? [8] Dopo essersi diplomato presso il Liceo Ginnasio Statale "Augusto" di Roma, si iscrive al corso di laurea in Giurisprudenza presso l'Università "La Sapienza", che abbandonerà a sei esami dalla laurea. In ogni caso il suo primo ruolo, per una curiosa coincidenza, è quello di un maresciallo dei carabinieri, lo stesso che trent'anni dopo lo porta alla grande notorietà. Luigi, "Gigi Proietti era come se fosse sempre stato di Viterbo", Viterbo e Proietti: ambasciatore della città e poi cittadino onorario, La spada magica - Alla ricerca di Camelot, "FF.SS." Proietti nel 1964 fa un piccolo cameo in Se permettete parliamo di donne di Ettore Scola. [10], Tra il 1965 e il 1970, sia con il Gruppo Sperimentale di Calenda sia senza, Proietti porta in scena anche prove particolari come Il mercante di Venezia, Le mammelle di Tiresia e Il misantropo di Molière. Nel 1998 ritorna al cinema con il ruolo del Cardinale Mazarino nel film Eloise, la figlia di D'Artagnan, poi con il sequel di Febbre da cavallo, Febbre da cavallo - La mandrakata, diretto dal figlio di Steno, Carlo Vanzina, uscito nelle sale il 14 ottobre 2002 definito dallo stesso attore un «ritorno sul luogo del delitto»; la riproposizione dello storico trasformista indebitato Mandrake lo porta a vincere un Nastro d'argento come miglior attore protagonista. Ma non solo questi: restano memorabili anche i suoi doppiaggi nei film di animazione. In un'intervista al Fatto Quotidiano ricorderà, poi, che i personaggi della Roma dell'epoca sono stati in parte fonti di ispirazione per alcuni ruoli comici da lui interpretati sul grande schermo. In questi spettacoli Proietti, totalmente privo di guida registica, ha modo di scatenare la sua verve attoriale come monologhista, cantante, imitatore, ballerino, in estenuanti tour de force che ottengono un dirompente successo di pubblico; dalle 6 serate inizialmente previste si superano agevolmente le 300, con oltre 2000 spettatori di media a riempire i teatri tenda e i palasport di tutta l'Italia, ammirato e stimato anche da importanti personalità come Federico Fellini (il quale dapprima pensa a lui per il ruolo di Giacomo Casanova nel suo film Il Casanova di Federico Fellini, poi assegnato a Donald Sutherland e del quale sarà un efficace doppiatore) e Eduardo De Filippo. Era la persona che non mancava mai nelle case, quasi come il calcio. [21], Alla fine del 2015 pubblica un nuovo libro, dal titolo Decamerino. (1988) per la regia di Adolfo Lippi, entrambi trasmessi dalla prima rete Rai. La pellicola, accolta inizialmente con freddezza da parte della critica cinematografica, con il passare degli anni, grazie anche ai molteplici passaggi televisivi, è diventata un vero e proprio film di culto;[3] una delle sequenze più memorabili del film è senza dubbio quella della storica tris, che si ritorcerà contro i tre protagonisti, dei cavalli King, Soldatino e D'Artagnan. L'anno successivo è protagonista assoluto della fiction Una pallottola nel cuore, sempre trasmessa su Rai 1 in quattro puntate; in quest'ultima serie interpreta il giornalista Bruno Palmieri specializzato nella risoluzione di vecchi casi di cronaca nera rimasti irrisolti. Sarà il loro primo e ultimo incontro, ricordato in seguito dallo stesso Proietti in un'intervista durante una trasmissione celebrativa sul cantante. Scomparso nel giorno del suo 80esimo compleanno (mandrakata che solo lui poteva fare), vogliamo onorarlo anche noi a modo nostro. Per molti, tutto. In questo campo la prima esperienza di registra negli anni Sessanta, quando ha dato vita a Gatto Silvestro in una prima edizione della serie animata. Il successo di Febbre da cavallo insieme a Enrico Montesano, avrebbe dovuto segnare la consacrazione di Proietti al cinema e l'inizio di una florida carriera cinematografica nel mondo della commedia all'italiana ma così non fu; infatti, escludendo la commedia di Sergio Citti del 1977 Casotto, Proietti recita in due film di scarso successo di pubblico, Languidi baci... perfide carezze e Non ti conosco più amore di Sergio Corbucci, non consentendo all'attore un decollo vero e proprio al cinema.

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