L’occupazione in Italia sta vivendo un periodo di profonda crisi dovuta, tra gli altri fattori, anche dal sopraggiungere dell’epidemia ha colpito il mercato del lavoro, causando una riduzione di 124 mila occupati a marzo, più che raddoppiata ad aprile. Un calo che risulta essere tra i più marcati dal 2004”. Un calo che aumenta ulteriormente se facciamo riferimento al Sud Italia. Eppure, la pubblicazione, realizzata sull’indagine effettuata dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ANPAL, evidenzia come siano aumentate le richieste delle imprese rispetto alle competenze green. In termini pratici, nelle richieste delle imprese, per la valutazione dei propri futuri dipendenti, le competenze green, l’attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale, ricoprono un ruolo rilevante.
Inoltre, è ben dimostrato che uno sviluppo del Paese in chiave green comporta a cascata come conseguenza un aumento considerevole in percentuale dei livelli di occupazione per esempio in settori come il solare e l’eolico.
Abbiamo mai pensato come potrebbe cambiare lo scenario occupazione nel nostro Paese se effettivamente “sfruttassimo” l’elemento ambiente? Gli studi in materie rispondono molto chiaramente: “Entro il 2030, il numero degli occupati aumenterebbe almeno di 10mila unità!”
Ma sarebbe il minimo giacchè si prevede una percentuale maggiore se si scegliesse di intraprendere una strada ancor più ambiziosa (piani contro l’emergenza climatica, ad esempio)
In sintesi. Essere ambientalisti non significa “dire NO” allo sviluppo, alle innovazioni o al cambiamento ma significa puntare a tutti questi elementi attraverso la strada spianata da chi ha cuore il nostro Pianeta

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