Seguendo il trend nazionale, anche in Campania, quasi il 70% della popolazione dichiara una forte preoccupazione per il costante aumento dei prezzi. Circostanza che diventa preponderante in considerazione di un sostanziale congelamento delle posizioni economiche dei cittadini.
Il problema “prezzi” è di fatto diventata la principale preoccupazione degli italiani, più ancora che del Covid e della stessa guerra Russo-Ucraina.
L’aumento ha toccato principalmente i prodotti alimentari con il 74% degli italiani che percepisce i rincari. Ancor di più, l’80% l’ha riscontrato un aumento dei carburanti e il 78% delle bollette di luce e gas.
Ma a cosa è dovuto l’aumento dei prezzi? Difficile individuare una sola causa. Certo i costi dell’energia schizzati in alto anche a causa del conflitto in atto che, a cascata, ha prodotto un aumento dei prezzi anche di molte materie prime.
In base a tutte le analisi finora fatte, il consumatore resta in ogni caso il soggetto più penalizzato. Il confronto dei prezzi rispetto ad un anno fa è impietoso. Un kg di pasta è passato da 1,30 euro a 1,52 circa. Rincari pesantissimi anche per l’olio di semi di girasole che finora ha toccato il 40%.
A fronte di un’impennata dei prezzi, il consumatore medio risponde con cautela e finanche con timore ammettendo la tendenza a diminuire o eliminare attività superflue e non necessarie.
U.Di.Con ancora una volta scende in campo al fianco dei consumatori dando il via ad una massiva operazione di controllo dei prezzi dei beni di prima necessità analizzandone eventuali aumenti e l’impatto sui comportamenti di acquisto in riferimento a specifici mercati e categorie.
Lo studio, che toccherà l’intero territorio nazionale e dunque anche quello della Regione Campania, valuterà l’andamento dei prezzi di alcuni beni di alto consumo con un confronto preciso del mercato.

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