Sebbene cominciati a rilento, probabilmente a causa del caldo, i saldi estivi, partiti il 5 luglio, si confermano in Campania, un periodo “commercialmente parlando” molto atteso dai consumatori locali. Le analisi effettuate nel periodo precedente all’inizio, si stanno confermando aderenti alla realtà.Il 70% dei campani ha approcciato il periodo dei saldi con le idee chiare. Elemento di conforto per U.Di.Con, sempre al fianco dei consumatori. Idee chiare e informazioni utili sul prodotto da acquistare rappresentano la chiave principale per evitare di cadere in qualche “trappola” del furbetto di turno.
I saldi estivi, nel corso dei 60 giorni di durata, dovrebbero portare nelle casse dei commercianti, all’incirca 820 milioni di euro sebbene il budget messo a disposizione pro capite, in Campania, è purtroppo più basso rispetto alla media nazionale. Nella nostra Regione, la cifra non arriva a 200 euro mentre nel resto del Paese, la superiamo di diverse decine di euro. In realtà, buona parte dei residenti hanno già approfittato di periodi di promozione e scontistica antecedenti al 5 luglio. Ciò significa che si punta ad incrementare gli affari grazie alla presenza dei turisti, soprattutto stranieri che potrebbero voler acquistare oggetti e soprattutto capi d’abbigliamento, allettati dal “made in Italy”. La cifra a disposizione del turista è nettamente inferiore a quella dei residenti. Ogni turisti, mediamente è disposto a spendere 100 euro nei negozi campani. Ma quali sono i beni che stanno trainando gli acquisti con i saldi? A distanza di una settimana, si può in linea di principio affermare che i consumatori campani siano attirati, ancora una volta, dalle calzature. L’abbigliamento segue a breve distanza. In primis t-shirt e poi pantaloni e gonne.
Il consiglio di U.Di.Con è sempre lo stesso. Sarebbe stato opportuno fotografare il prezzo esposto dei capi desiderati prima dell’inizio dei saldi per poterlo poi comparare con quello apposto successivamente. Nel caso non sia stato possibile, è bene fidarsi di una percentuale di sconto non troppo alta. Il 30% ad esempio. Percentuali troppo alte potrebbero nascondere dei “magheggi”. Potrebbe ad esempio trattarsi, nel caso di capi di abbigliamento, di prodotti di magazzino.