E’ capitato a tutti di fermarsi a riflettere su una cifra non consona – a nostro parere – dovuta per il pagamento delle utenze. In particolare luce e gas. Di fronte a denominazioni tecniche, calcoli in percentuale o addirittura servizi di non sapere di avere…cosa si può fare? Naturalmente esistono numerosi strumenti che consentono di evitare addebiti non dovuti, di ottenere rimborsi per eventuali pagamenti illeciti e di risolvere controversie con il tuo fornitore. Spicca in primo piano proprio il lavoro costante di assistenza di U.Di.Con.
Forse non tutti sanno che quando si sottoscrive un contratto per la fornitura di luce e gas, il consumatore ha il diritto di cambiare idea o di presentare reclami qualora emergano problematiche, come importi errati in bolletta. E se un reclamo non fosse sufficiente? Oltre che naturalmente all’U.Di.Con presente su territorio campano con diverse sedi, è presente anche direttamente lo Sportello per il Consumatore dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) che si può contattare tramite il Portale Online o al numero verde 800.166.654.
Tra i servizi offerti, c’è anche il Servizio Conciliazione, un’alternativa rapida ed economica alla via giudiziaria per risolvere le controversie con il tuo fornitore.
Ma entriamo nel dettaglio.
Il consumatore ha 14 giorni di tempo dalla firma di un contratto per ripensarci e attivare un’altra offerta luce e gas senza alcun costo. Ciò è possibile grazie al diritto di ripensamento, pensato per proteggere i consumatori che, entro due settimane, decidono di recedere dal contratto per qualsiasi motivo. Tempo di ripensamento che si allunga a 30 giorni, se l’utenza è stata attivata attraverso vendita porta a porta. Per procedere in questo caso, basta inviare una comunicazione al nuovo fornitore tramite raccomandata A/R.
Il diritto di ripensamento è valido solo per contratti firmati “al di fuori” degli uffici commerciali del fornitore. In sostanza solo se la proposta è stata accettata online o telefonicamente.
Il diritto di recesso, invece, è più flessibile e può essere esercitato senza limiti temporali, sia dal cliente sia dal fornitore, come stabilito nel contratto.
La comunicazione deve avvenire tramite raccomandata A/R, solo se il recesso comporta la disattivazione totale (ad esempio in caso di trasloco).
Se, invece, si tratta di un cambio fornitore, le pratiche verranno gestite dal nuovo operatore senza necessità di inviare alcuna comunicazione.
Altro elemento utile da sapere. Se la fattura ha un importo errato, riferito a periodi non corretti o se la bolletta non arriva regolarmente, è possibile presentare un reclamo direttamente alla società che fornisce il servizio.
Ricordiamo che i fornitori possono apportare modifiche unilaterali ai contratti che però devono essere comunicate per iscritto almeno tre mesi prima della loro entrata in vigore. La tempistica è fondamentale per dare la possibilità al consumatore di valutare bene i pro e i contro delle nuove condizioni ed eventualmente fare le proprie scelte. Se il consumatore è d’accordo, sostanzialmente non si deve far nulla. Se le modifiche non rientrano nel gradimento del consumatore, allora subentra il diritto di recedere senza costi, inviando una raccomandata A/R.
Quante volte è capitato di trovarsi legati ad un’azienda per una fornitura, senza però averne contezza?! Se il contratto non è mai stato autorizzato, ci troviamo in presenza di una pratica commerciale scorretta. Agenti poco “fedeli” e sicuramente poco chiari, fanno firmare dei documenti senza fornire necessarie informazioni sugli ulteriori servizi che vanno ad attivarsi, con relative spese. Cosa fare?
Un questo caso, si può richiedere l’annullamento del contratto non richiesto entro 30 giorni dalla comunicazione del nuovo fornitore.
Un consiglio utile per avere offerte interessanti per luce e gas, resta quello di iscriversi a gruppi d’acquisto
I gruppi d’acquisto di energia sono costituiti da un insieme di consumatori che sottoscrivono la stessa offerta luce e gas. Gli organizzatori registrano le adesioni e, in base al numero di iscritti, entrano in trattativa con i fornitori per trovare la migliore offerta.
Cosa accade se dimentichiamo di pagare una bolletta? Il fornitore invierà un sollecito tramite raccomandata o PEC, indicando una data limite per il pagamento. I termini variano in base alla modalità di invio del sollecito (ad esempio, 10 giorni dalla ricezione della raccomandata).
Se il pagamento ancora non viene effettuato, la potenza del contatore potrebbe essere ridotta al 15% per 15 giorni. In caso di mancato saldo anche dopo tale periodo, la fornitura sarà sospesa.
E’ bene sapere che la fornitura di energia elettrica non può mai essere sospesa, neanche in caso morosità, ai clienti non disalimentabili, cioè coloro che, per problemi gravi di salute, sono connessi a macchine salvavita.
Inoltre il gestore non può sospendere la fornitura, quando le cause del mancato pagamento non dipendono dal cliente.
Ad esempio:
Se manca la comunicazione dell’avvenuto pagamento;
Se il cliente non ha ricevuto il sollecito di pagamento via raccomandata.
Ovviamente la sospensione del servizio senza preavviso si avrà in caso di frode nell’utilizzo del gas o dell’energia o per manomissione del contatore.
Resta sempre un’opzione utile, per evitare problemi legati al mancato pagamento delle bollette, attivare la domiciliazione bancaria, che garantisce pagamenti puntuali oppure optare per la ricezione delle bollette via email, più pratica e veloce. Anche perché il mancato pagamento di una bolletta potrebbe comportare per il consumatore, essere inseriti nel registro dei morosi, una sorta di “lista nera” istituita per tutelare i gestori.
Se hai subito un distacco di luce e gas senza preavviso, potresti avere diritto a un risarcimento. C’è da fare comunque un distinguo.
Se il fornitore non ha inviato la raccomandata con il sollecito di pagamento, puoi richiedere un risarcimento, ma è comunque necessario saldare la bolletta prima di agire. Se l’importo da pagare è elevato, puoi chiedere di rateizzare il pagamento e successivamente presentare la richiesta di rimborso.
Se il sollecito è stato inviato ma non è arrivato per un errore del servizio postale, il fornitore non può essere ritenuto responsabile. In questo caso, non è possibile richiedere un risarcimento.
Realizzato/acquistato nell’ambito del programma della Regione Campania con l’utilizzo dei fondi MIMIT ai sensi del D.M. 31/7/2024 e D.D. 14/2/2025