I mercati petroliferi internazionali sono letteralmente nel panico, facendo schizzare i prezzi dei carburanti in tutto il mondo. Una conseguenza diretta della Seconda Guerra del Golfo, il bombardamento dei depositi di carburanti in Iran e il timore di un prolungato blocco dello Stretto di Hormuz. Nelle ultime ore un barile di greggio ha superato i 100 dollari. Non accadeva da quattro anni. Un balzo in avanti che ha dato il via ad una “poco” giustificata corsa dei prezzi alla pompa. La benzina ha raggiunto il massimo da quasi un anno (dal 16 marzo 2025) e il gasolio da oltre tre anni e mezzo, dal 10 luglio 2022, quando era ancora in vigore lo sconto sull’accisa introdotto dal governo Draghi il 22 marzo 2022 e mantenuto fino a fine anno. Un salasso vero e proprio per le tasche degli italiani, costretti a prendere le auto per lavoro, per motivi familiari o per commissioni. Secondo Staffetta Quotidiana che analizza i prezzi, in soli 10 giorni il prezzo del gasolio alla pompa è aumentato di oltre il 14%, portando un pieno di diesel a costare 12,3 euro in più rispetto a fine febbraio, pari ad una spesa che sfiora i 300 euro in più in un anno. Nello stesso periodo la benzina al self è aumentata di circa il 7%, con una maggiore spesa da circa +5,8 euro a pieno, quasi 140 euro in più su anno. La situazione in Campania, segue il trend nazionale. Analizzando i prezzi, U.Di.Con ha calcolato che in appena due giorni, ovvero tra il 4 e il 6 marzo, il gasolio al self è aumentato di 10,5 cent. Per un pieno di 50 litri, un consumatore paga in sostanza 5,25 euro in più a rifornimento. Proprio in Regione Campania, si registra invece l’aumento del prezzo della benzina al self. Negli stessi due giorni, un automobilista, al self, ha pagato 4,4 cent al litro in più. Ovvero per un rifornimento di 50 litri, un aumento di 2,20 euro. U.Di.Con chiede che i consumatori vengano tutelati calmierando i prezzi. Attendiamo le decisioni che il Governo potrebbe prendere già nel Consiglio dei Ministri programmato per oggi, ovvero le “accise mobili”. Ma di cosa si tratta? E’ un meccanismo flessibile che permette allo Stato di ridurre temporaneamente il peso fiscale sui carburanti quando i prezzi medi superano una determinata soglia di allarme, preventivamente stabilita nel Documento di Economia e Finanza (DEF).

Realizzato/acquistato nell’ambito del programma della Regione Campania con l’utilizzo dei fondi MIMIT ai sensi del D.M. 31/7/2024 e D.D. 14/2/2025

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