Per i consumatori italiani – e quindi anche campani – nell’uovo di cioccolato c’è una sorpresa ben poco gradita: Un aumento dei costi dei prodotti dolciari collegati al periodo.
In base alle analisi dei prezzi, effettuate nelle ultime due settimane, soprattutto le uova di cioccolata fanno registrare un’impennata nei costi. Le uova “di marca” schizzano letteralmente in alto con un rincaro che sfiora il 20%. Ad incidere sul rincaro non è solo il prezzo delle materie prime, anche perché va sottolineato un lieve calo dei prezzi del cacao. E’ pur vero però che cacao e cioccolato con cui, in questi giorni, vengono prodotte le uova sono stati acquistati a prezzo più elevato.
A fare il prezzo – e a renderlo alto – sono però soprattutto il formato, la sorpresa e licenze.
L’indagine realizzata da U.Di.Con svela un approccio “psicologico” particolarmente singolare ma particolarmente sentito dai consumatori. Ovvero, per l’85% dei consumatori, le uova sono più care rispetto allo scorso anno. Laddove il prezzo resta invariato, per più del 45% dei consumatori ritiene che il prodotto sia più piccolo. È il cosiddetto fenomeno della shrinkflation, una strategia a fronte della quale però si palesa, quest’anno ancor più degli scorsi anni, una maggiore attenzione da parte dei consumatori. Se l’azienda lascia i prezzi invariati ma diminuisce la quantità, l’acquirente non solo se ne accorge ma penalizza, per conseguenza, quell’azienda. La shrinkflation è diventata una “conditio” di scelta.
Ma quali sono i prezzi?
Nel 2026, un uovo di cioccolato di marca industriale può superare i 77 euro al chilo, contro i circa 70 euro del 2025. Naturalmente il prezzo oscilla ancor di più verso l’alto se si tratta di un brand particolarmente apprezzato dai destinatari finali, i più piccoli. O se si tratta di un uovo artigianale.
Risulta più stabile invece la situazione della colomba. Vi è comunque un aumento ma si ferma intorno al 3% per le versioni classiche e intorno al 5/7% per quelle farcite o artigianali.
Una colomba classica costa tra i 5 e i 16 euro. La colomba farcita può arrivare a superare i 20 euro se artigianale.
Tra i dolci classici pasquali campani, U.Di.Con ha acceso i riflettori anche sulla pastiera.
La buona notizia è che il prezzo dei singoli ingredienti – e quindi del prodotto finale – ha subito solo un lieve aumento rispetto allo scorso anno.
Anche in questo caso va fatta una distinzione tra pastiere industriali e artigianali. Le prime hanno un prezzo che oscilla tra i 15 e 20 euro al chilo. Le seconde invece oscillano tra i 30 e 40. Vi è poi un livello “lusso” che è rappresentato dalle creazioni dei “maestri pasticcieri”. In questo caso, “la firma del maestro” fa lievitare decisamente il costo. Si può arrivare a pagare anche 50 euro al chilo.

Realizzato/acquistato nell’ambito del programma della Regione Campania con l’utilizzo dei fondi MIMIT ai sensi del D.M. 31/7/2024 e D.D. 14/2/2025

×

Ciao! Possiamo aiutarti in qualche modo?

×