Un vasto incendio nell’impianto di stoccaggio rifiuti Eco Energy di Airola (BN), già sequestrato nel 2024 per rifiuti fino a 70 volte oltre il limite autorizzato e con gravi carenze antincendio, ha sprigionato una nube di fumo nero visibile in tutta la Valle Caudina.
L’ASL di Benevento ha diramato raccomandazioni per la popolazione: stare in casa, chiudere porte e finestre, spegnere i condizionatori. Sulla vicenda interviene U.Di.Con Campania. Per l’Unione del Consumatori la situazione “Non è più tollerabile”, per questo l’Unione ha inviato oggi una richiesta formale via PEC a Comune di Airola, ARPAC Benevento, Regione Campania, Centro Funzionale Multirischi, Direzione Difesa Suolo e Protezione Civile Regionale. Si chiede:
1. Chiarezza immediata sulla gestione dei rifiuti nell’impianto dopo i sequestri del 2018, 2022 e 2024 e sulle misure di sicurezza mai adottate.
2. L’istituzione urgente di un Tavolo di Confronto interistituzionale e tecnico con Regione, ARPAC, ASL, Protezione Civile, enti locali e rappresentanze dei cittadini, per analizzare cause e conseguenze anche a lungo termine.
3.Un piano organico di prevenzione a livello regionale: mappatura aggiornata dei siti a rischio, controlli preventivi rafforzati, sistemi di allerta precoce e campagne di informazione per la popolazione.
“Quanto accaduto il 31 agosto ad Airola non è un incidente imprevedibile – sostiene la presidente regionale U.Di.Con, Anna Della Mura – è la cronaca di un rischio annunciato. Un impianto già sottoposto a sequestro giudiziario nel 2024, dove ARPAC aveva rilevato rifiuti fino a 70 volte oltre il limite autorizzato, rifiuti stoccati direttamente a contatto con il terreno e gravissime lacune antincendio. Un sito che aveva già preso fuoco nel 2024. Non possiamo più parlare di emergenza, ma di una falla strutturale nella gestione del rischio ambientale e industriale in Campania. L’intervento dell’ASL di Benevento, che ha invitato i cittadini a chiudersi in casa e spegnere i condizionatori, è la misura di quanto grave sia l’impatto sulla salute pubblica. Abbiamo chiesto chiarimenti immediati, ma anche l’istituzione urgente di un tavolo interistituzionale e un piano organico di prevenzione regionale. Serve una mappatura trasparente dei siti a rischio, controlli veri e un sistema di allerta precoce che tuteli i cittadini. Non aspetteremo il prossimo rogo”. Per Maria Pia Meccariello, rappresentante zonale U.Di.Con Airola, “I cittadini della Valle Caudina hanno paura, e hanno ragione. Hanno visto quella nube nera avanzare sulle loro case, hanno sentito l’odore acre, hanno dovuto tenere i bambini chiusi in casa in piena estate. Ci chiediamo come sia possibile che un sito sequestrato più volte continui a rappresentare un pericolo così grande per la nostra salute? Stiamo raccogliendo segnalazioni, disagi, referti, testimonianze. Chiediamo alle istituzioni di dire cosa intendono fare per mettere in sicurezza l’area”
U.Di.Con resta a disposizione dei cittadini per raccogliere segnalazioni.